Prevenzione e formazione accanto ai più piccoli
di Francesca Pia Sorbo
Presso il seminario vescovile di Cerignola si è svolto, venerdì 10 marzo, il secondo appuntamento del piccolo itinerario formativo proposto per educatori, responsabili ACR e insegnanti delle scuole cattoliche, dedicato alla conoscenza delle buone prassi di prevenzione e tutela dei minori in parrocchia e in ogni ambiente educativo. Un momento intenso e partecipato, inserito nel più ampio cammino ecclesiale che la Chiesa italiana sta promuovendo per rendere sempre più sicuri, trasparenti e affidabili i luoghi della crescita umana e spirituale dei ragazzi.
Relatore dell’incontro è stato il prof. Luigi Russo, psicoterapeuta, ricercatore e docente presso la scuola di specializzazione in psicoterapia cognitivo-comportamentale dell’Istituto Santa Chiara di Lecce, nonché collaboratore con le cattedre di Psicologia Clinica dell’Università di Lecce e Psicologia Fisiologica dell’Università di Bari. In particolare, il professore è stato membro del progetto biennale SAFE – Educare e accogliere in ambienti sicuri, cofinanziato dall’Unione Europea e realizzato anche con l’Azione Cattolica Italiana, esperienza presentata ai partecipanti come modello concreto di corresponsabilità educativa e di prevenzione efficace.
Nel corso dell’incontro sono stati richiamati alcuni orientamenti fondamentali contenuti nelle Linee guida per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili della Conferenza Episcopale Italiana, che invitano tutte le diocesi e le realtà ecclesiali a promuovere ambienti sani, vigilanti e rispettosi della dignità di ogni persona. Il relatore ha evidenziato come la prevenzione non coincida soltanto con l’osservanza di regole e protocolli, ma con uno stile educativo fondato sull’ascolto, sulla chiarezza dei ruoli, sul rispetto dei confini personali e sulla capacità di custodire la fiducia dei più piccoli.
Tra i punti cardine sottolineati nella presentazione, e successivamente affrontati nei laboratori pratici, vi sono stati l’attenzione al vissuto personale di ciascun minore, la capacità di riconoscere eventuali segnali di disagio, la differenza tra responsabilità individuale e accountability comunitaria, e la necessità che ogni relazione educativa sia visibile, trasparente e documentata. È infatti la comunità cristiana nel suo insieme a educare, mentre l’educatore ne è espressione credibile e coerente. Per questo motivo, la formazione degli adulti rappresenta una priorità non rinviabile.
Ampio spazio è stato dedicato ai lavori laboratoriali, che hanno coinvolto direttamente i presenti attraverso simulazioni, confronto in piccoli gruppi e analisi di casi concreti. I partecipanti hanno potuto riflettere su comportamenti corretti da adottare nelle attività pastorali, sulle modalità di comunicazione con i minori e con le famiglie, sull’uso responsabile degli strumenti digitali e sull’importanza di una vigilanza condivisa negli spazi educativi. È emerso con chiarezza come la tutela dei minori richieda attenzione quotidiana, competenze specifiche e una costante capacità di mettersi in discussione.
Particolarmente apprezzato è stato il richiamo ai documenti di Papa Francesco, che più volte ha sollecitato tutta la Chiesa a un impegno concreto nella prevenzione degli abusi, nella vicinanza alle vittime e nella promozione di una autentica cultura della protezione. La credibilità dell’annuncio evangelico passa anche dalla capacità di custodire chi è più fragile e di garantire contesti in cui ogni bambino possa sentirsi accolto, rispettato e accompagnato serenamente nel proprio percorso di crescita.
Anche l’Azione Cattolica Italiana, da sempre attenta alla formazione degli educatori e alla qualità delle relazioni associative, richiama nei propri percorsi la necessità di uno stile educativo limpido, responsabile e condiviso. Nei gruppi ACR, negli incontri parrocchiali e nei campi scuola, la presenza adulta è chiamata a essere competente, vigilante e capace di testimoniare la bellezza del prendersi cura.
Alla serata ha preso parte il nostro Vescovo Fabio, la cui presenza paterna è stata segno concreto di vicinanza verso quanti operano nel mondo educativo. Nel suo saluto ha ricordato, citando Giovenale, che “al fanciullo si deve il massimo rispetto”, espressione che ben sintetizza il compito della Chiesa oggi: mettere i piccoli al centro con scelte chiare, competenti e coraggiose. Presenti anche il Presidente diocesano di Azione Cattolica, Nicola Ciciretti, insieme ad alcuni membri della presidenza diocesana e dell’équipe ACR, accompagnati dall’assistente di settore don Antonio Miele, con i quali prosegue il cammino associativo di formazione rivolto a tutti coloro che sono impegnati nell’educazione.
L’incontro si è concluso con la consapevolezza condivisa che la prevenzione non è un adempimento burocratico, ma una responsabilità evangelica e comunitaria. Custodire i piccoli significa custodire il futuro delle nostre comunità, generando luoghi nei quali ciascuno possa crescere nella fiducia, nella libertà e nella gioia.




