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CONFERENZA EPISCOPALE PUGLIESE

Cercare il volto dell’Amato: Il campo scuola dei giovani preti a Vasto Marina

Diac. Agostino Quarticelli

C’è una domanda che attraversa in silenzio ogni vocazione sacerdotale, dal primo giorno di seminario fino agli anni del ministero: «Dov’è l’amato del mio cuore?». È la domanda che ha accompagnato, dal 20 al 25 luglio, il campo scuola dei giovani preti della diocesi, riuniti a Vasto Marina insieme al Vescovo Fabio.

Sei giorni pensati per riscoprire e coltivare il valore della fraternità sacerdotale, della condivisione e dell’amicizia lungo il cammino presbiterale: un tempo prezioso, in cui ogni giornata ha rinnovato in ciascuno la consapevolezza di una scelta fatta per amore e la gioia di mettersi al servizio della Chiesa.

Le giornate sono state scandite dalla preghiera comune, da momenti di riflessione, dalla convivialità e da spazi di semplice fraternità, vissuti nella bellezza del mare e della natura. La presenza del Vescovo Fabio è stata un dono che ha accompagnato e arricchito l’intera esperienza, favorendo un clima familiare di ascolto e dialogo: la sua vicinanza alla vita dei suoi sacerdoti è segno concreto di comunione e incoraggiamento nel servizio pastorale quotidiano.

Tra i momenti più significativi, il pellegrinaggio al Santuario del Sacro Volto di Manoppello, luogo di particolare spiritualità e contemplazione. Davanti alla preziosa immagine del Volto Santo, i sacerdoti hanno meditato il mistero del Cristo risorto, richiamando le parole del Vangelo di Giovanni: «Vide anche il sudario… non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte» (cf. Gv 20,6-7). In quello stesso santuario, nel 2006, Papa Benedetto XVI si era rivolto proprio a sacerdoti e seminaristi, descrivendoli come persone “innamorate di Cristo, attratte da Lui” e impegnate a fare della propria esistenza una ricerca continua del suo volto. Parole che restano un invito, ancora oggi, a lasciarsi incontrare dal volto di Gesù e a riconoscerne la presenza nella vita di ogni giorno e nel servizio alla Chiesa.

Un altro momento centrale è stata la Lectio Divina guidata da don Gerardo Rauseo, responsabile della formazione dei giovani presbiteri, che ha offerto ai partecipanti l’occasione di mettersi in ascolto della Parola di Dio. Alla meditazione è seguita una condivisione profonda, in cui ciascuno ha potuto raccontare il proprio cammino, le proprie esperienze e le domande suscitate dalla Parola.

L’esperienza vissuta a Vasto Marina ha ricordato ancora una volta quanto sia importante, per un sacerdote, non camminare da solo, ma sentirsi parte di un presbiterio unito dalla stessa chiamata e dalla stessa missione, così come insegna il Concilio Vaticano II nella Presbyterorum Ordinis, quando afferma che ogni sacerdote «è unito agli altri membri del presbiterio mediante particolari vincoli di carità apostolica, di ministero e di fraternità» (PO 8). La fraternità presbiterale è un dono che nasce dall’amicizia con Cristo e si alimenta camminando insieme: in questi giorni i giovani presbiteri hanno sperimentato la gioia di condividere il dono della chiamata, sostenendosi a vicenda nella missione di annunciare il Vangelo.

Centrale, in questo cammino, è stata l’omelia del vescovo, che commentando un passo del Cantico dei Cantici ha fatto risuonare la domanda: Quem diligit anima mea: «Dov’è l’amato del mio cuore?» (Ct 3,1). È questa la domanda che ha attraversato l’intero campo scuola: il desiderio di cercare sempre il Signore Gesù, rinnovando ogni giorno la gioi e la bellezza di una vocazione che vale la pena aver scelto, e che ogni giorno merita di essere scelta di nuovo.