Messaggio in piazza Duomo alla manifestazione cittadina riguardo il carovita
✠ Fabio Ciollaro Vescovo di Cerignola - Ascoli Satriano
Desidero dirvi innanzitutto il mio apprezzamento per le modalità pacifiche, civili, in cui si stanno svolgendo le manifestazioni di questi giorni e così spero che avvenga ancora. Guardando questa piazza gremita e pacifica, sottolineo ancora una volta che questa è la vera Cerignola, il vero volto della nostra città e non quello della malavita e della criminalità. Condivido la vostra preoccupazione per i problemi che ci sono. Ieri sera sono venuto a trovarvi ai presidi dove stazionavate, per salutarvi, per ascoltarvi e per capire meglio. I problemi sono complessi, le soluzioni non sono facili, a livelli diversi: l’Italia, Bruxelles, ecc. Ma una cosa la capiamo bene ed è questa: mentre il carovita sta crescendo e si ripercuote in primo luogo sulle fasce più deboli e sui più bisognosi, si stanno destinando cifre enormi al riarmo. Sono state fatte delle scelte impensabili e si continuano a fare come se niente fosse: spostamenti di bilancio, somme spropositate in direzioni che non riusciamo a capire né approvare.
Vi sto parlando da un luogo particolare: il sagrato del Duomo. La parola sagrato significa che è luogo sacro, ma con il parroco del Duomo siamo stati d’accordo a concederlo per questa manifestazione perché riguarda i problemi veri della gente, senza etichette di partito. Ebbene, da questo sagrato io voglio ricordare una parola che interpella anche la nostra Italia in questa situazione: “forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci” (Is 2, 4). È presa dalla Bibbia, è il profeta Isaia che parla esprimendo il sogno di Dio. Non è un’utopia, è un programma! “Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci” le risorse destinate alla guerra, alle armi, devono essere destinate ai bisogni della gente, alle necessità di tutti, cominciando dai più bisognosi. Questo è il messaggio che vorremmo far arrivare a Roma, a chi ha il potere di decidere veramente.




