A Molfetta le Chiese di Puglia si confrontano sulla missione

Centoventi partecipanti da tutta la regione per rafforzare collaborazione, ascolto e corresponsabilità
Centoventi partecipanti, provenienti da tutta la Puglia, si sono ritrovati sabato 24 ottobre 2026 a Molfetta per il meeting regionale missionario. L’incontro ha riunito rappresentanti dei 19 centri missionari diocesani pugliesi, degli uffici pastorali, degli istituti missionari, religiose e religiosi e il SUAM, Segretariato Unitario di Animazione Missionaria.
Al centro dei lavori, il rilancio dell’impegno missionario delle comunità cristiane, il coinvolgimento dei giovani e la costruzione di relazioni più aperte con le persone ai margini. A coordinare il confronto sono stati monsignor Giovanni Ricchiuti, delegato della Commissione regionale per la cooperazione missionaria, e don Salvatore De Pascale, segretario della Commissione.
Dopo l’introduzione del Presidente della CEP e arcivescovo di Bari-Bitonto, mons. Giuseppe Satriano, don Federico Marino, della diocesi di Taranto, ha presentato una sintesi delle schede preparatorie raccolte nelle Chiese pugliesi. Il meeting, promosso nell’anno del centenario della Giornata Missionaria Mondiale, ha offerto uno spazio di ascolto sulle esperienze maturate nelle comunità, sulle difficoltà emerse e sulle prospettive di lavoro.
Dalle schede e dagli interventi è emerso un quadro segnato da generosità e iniziative di valore, insieme a una certa frammentazione delle attività, a una partecipazione limitata e alla difficoltà di dare continuità ai progetti. La questione riguarda ora la capacità di rendere la missione parte ordinaria della vita delle parrocchie, favorendo una collaborazione più stretta tra i diversi ambiti pastorali.
Giovani, accoglienza e cooperazione tra le Chiese hanno occupato una parte rilevante del confronto. È stata richiamata l’esigenza di ascoltare le nuove generazioni, affidare loro responsabilità concrete e raggiungere quanti si sentono lontani dalla vita ecclesiale.
Particolare attenzione è stata riservata anche alle persone migranti. Il meeting ha invitato a riconoscerne i bisogni, insieme alle competenze, alla fede e al contributo che possono offrire alla comunità. La presenza di sacerdoti e religiosi provenienti da altri Paesi restituisce inoltre l’immagine di una missione vissuta come scambio reciproco.
Resta centrale la collaborazione con le Chiese di altri territori, attraverso relazioni continuative, esperienze di servizio e progetti condivisi. La missione riguarda anche la capacità di incontrare e accogliere chi vive accanto alle comunità cristiane, oltre alle esperienze di chi parte verso Paesi lontani.
Dal meeting di Molfetta emerge così un impegno preciso per le Chiese pugliesi: rafforzare la collaborazione, sostenere chi già opera sul campo e dare continuità alle esperienze positive. Il lavoro riparte dalle comunità, perché ciascuno possa trovare uno spazio reale nella vita ecclesiale e nessuno resti isolato nel proprio servizio.







